domenica 8 giugno 2008

nuove uscite: il treno per il Darjeeling



Lo stile surreale di Wes Anderson è il suo marchio di fabbrica, ed è evidente anche in questo suo ultimo film.
Questa è la storia di tre fratelli: Francis (Owen Wilson) il maggiore, Peter (Adrien Brody) e il minore Jack(Jason Schwartzman). I tre si ritrovano dopo la morte del padre per fare un viaggio in treno attraverso l'India per ritrovare l'unione familiare.
Francis è l'ideatore del viaggio, un uomo a cui piace organizzare nei minimi particolari la sua vita e quella dei fratelli, in questo particolare viaggio si presenta completamente incerrottato a causa di un spettacoloso incidente motociclistico.
Peter, mal digerisce l'autorità del fratello maggiore, inoltre deve superare una crisi matrimoniale e prepararsi all'arrivo di un figlio.
Jack è reduce da un pellegrinaggio per il mondo iniziato per dimenticare la sua Ex, è molto sensibile al fascino femminile ed ha delle buone qualità da seduttore.
Il viaggio per i tre non sarà solo l'occasione per riunirsi e riallacciare i rapporti, ma sarà un occasione per riflettere sulle proprie vite.
L'originalità di Wes Anderson è uno dei punti di forza del film, la sceneggiatura di cui è autore è piena di trovate bizzarre, i personaggi sono tutti eccentrici e fuori da comune, l'ambientazione (quasi complentante sul treno) è un altra trovata che lo differenzia dagli altri film.
I tre protagonisti recitano tutti a buon livello, altalenando momenti brillanti a momenti malinconici.
Il film è precedito dal corto Hotel Chevralier con protagonisti Natalie Portman (pluripubblicizzata la sua scena di nudo) e Jason Schwarztman; il corto viene richiamato in alcune situazioni del film.
Il film è diviso da una prima parte briosa in cui si fa conoscenza con i tre protagonisti, ed una seconda parte più spirituale e malinconica(ma anche meno riuscita) in cui i tre fratelli partecipano ad un funerale e ritrovano la madre(Angelica Houston).
Wes Anderson conferma di essere uno dei talenti più riconoscibili del cinema americano, ma qui firma la sua opera più discontinua.

Voto: 6--