domenica 4 maggio 2008

nuove uscite: il cacciatore di acquiloni


il film di Marc Foster(monster ball e Neverland) è tratto dall'omonimo libro di grande successo di khaled Hosseini.
Narra la storia di due ragazzini nell'Afghanistan di trent'anni fà, Amir figlio di un facoltoso uomo di etnia Pashtun , e Hassan figlio del loro servitore di etnia Azara.
I due ragazzini passano la maggior parte del tempo insieme, il loro legame è fortissimo, ad unirli è anche la passione per gli acquiloni.
La caccia agli acquiloni è lo sport principale della Kabul di quel tempo. Una kabul libera e vivace che ancora non conosceva la tirrania dell'invasore russo e nemmeno le costrizioni dell'integralismo islamico.
Durante una importante gara di acquiloni, Hassan mentre cercava di recuperare l'acquilone di Amir viene aggredito e violentato da un gruppo di ragazzi di etnia Pashtun. Amir osserva tutto da lontano, senza aver il coraggio di intervenire.
Dopo questo episodio il rapporto tra i due bambini non sarà più come prima, i due si divideranno per sempre: Hassan seguirà il padre in cerca di un altra sistemazione, mentre Amir, in seguito all'invasione russa, fuggirà con il padre in America.
Per Amir e il padre l'ambientazione in America non sarà facile, la nostalgia per la loro terra si farà sentire, si dovranno abituare ad una vita spartana (lontana dagli agi del loro tenore di vita a Kabul) adattandosi a fare lavori umili.
Comunque Amir diventa uomo, si laurea, e si sposa, con grande soddisfazione del padre. Il rapporto tra padre e figlio rimarrà sempre molto forte, anche negli utimi giorni di vita del padre, che se ne andrà poco dopo il matrimonio di Amir.
A ricatapultare Amir nel passato sarà una telefonata dello zio dal Pakistan che lo prega raggiungerlo per dargli una notizia molto importante.
Amir giunto in Pakistan riceve dalo zio una lettera scritta da Hassan.
Nella lettera Hassan gli racconta di essersi sposato, di essere padre di un bambino, e gli racconti i difficili anni vissuti in Afghanistan sotto la tirrania dei talebani, inoltre gli dice di non averlo mai dimenticato.
Lo zio di Amir, poi, gli racconta che Hassan e la moglie sono stati uccisi dai talebani e il loro figlio è rimasto nelle mani degli assasini dei suoi genitori.
Lo zio lo prega di tornare in Afganistan per riprendersi il figlio di Hassan, rivelandogli che in realtà Hassan non è per lui un semplice amico, ma bensì suo fratello, frutto di una realzione tra il padre di Amir e la madre di Hassan.
Amir, seppur scovolto dalla notizia, decide di partire per kabul. Il suo sarà un viaggio doloroso in una terra martoriata da anni di conflitti, in cui metterà a serio rischio la sua vita.

Il film di Marc Foster ha nella sua forza una sceneggiatura forte, che si basa su un racconto di grande successo, le ambientazioni sono belle e molto verosimili.
Se da un lato la scelta di puntare su attori non professionisti o poco conosciuti accentua la veriticità della storia, dall'altro a perderne è la qualità della recitazione, a volte un po' sempliciotta.
Il film scorre abbastanza bene, senza grandi colpi di scena e senza trovate orginali, il film adatto a tutte le generazioni, anche per essere mostrato nelle scuole, per conoscere una realtà diversa dalla nostra, ma molto attuale.


VOTO: 6

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