Non conosco molto di Dalida, voglio saperne di più, da quello che ho intravisto ho capito che era una donna di grande classe, bella, innamorata del suo lavoro, sul palco dava tutto(.. troppo) forse per compensare una vita non felice, dai suoi occhi emerge una tristezza interiore.
La sua vita è stata scossa dalla morte del suo grande amore (Luigi Tenco), la tristezza di quell'evento probabilmente non la ha più lasciata, l'unica gioia per lei era il palcoscenico, quando era
davanti al suo pubblico per un attimo il suo cuore smetteva di sanguinare.
Il testo di questo canzone mi piace molto , aldilà della differenza d'età, la canzone parla di una donna con tanto voglia di amare e di essere amata, il desiderio di essere amata a volte ti spinge a buttarti nelle braccia della persona sbagliata.
Di peggio della solitudine c'è solo il dolore che si prova quando il tuo amore viene rifiutato oppure, come in questa canzone, viene usato per proprio tornaconto.
Qui sotto ce ne è una versione piu' schersosa fatta da una Drag Queen bergamasca, molto divertente e ben fatta.
domenica 18 maggio 2008
video della settimana: Moby....disco lies
E' tornato Moby, geniale Dj americano, che non sbaglia un colpo, questo brano tutto da ballare, leggermente sofisticato, ricorda un po' gli anni 70(non solo la perla capigliatura della cantante).
Molto bello anche il video, la vendetta del pollo sull'uomo. Il povero pulcino scampato alla morte, diventato grande si vendicherà degli aguzzini dei suoi cari....
Molto bello anche il video, la vendetta del pollo sull'uomo. Il povero pulcino scampato alla morte, diventato grande si vendicherà degli aguzzini dei suoi cari....
nuove uscite: il matrimonio è un affare di famiglia

Questo piccolo film australiano si è fatto notare Sundance Festival dell'anno scorso.
Protagonista assoluta del film è la grande attrice inglese Brenda Blethyn, madre separata in Australia di due figli adolescenti.
Nel film è una donna di grande personalità, con un passato nel mondo delle spettacolo come intrattenitrice-comica, attività abbandonata per seguire l'ex marito in Australia e crescere i due figli. La donna in Australia abbandono' le luci del palcoscenico, adattandosi a lavori umili per mantenere la famiglia, il suo legame con i fligli è forte ed eccessivamente protettivo, l'amore per i figli si alterna con il rimpianto di un passato sotto le luci del mondo dello spettacolo oramai sfumato.
A scombussolare i fragili equilibri della famiglia, arriverrà una bella ragazza bionda che farà innamorare Tim, il figlio maggiore.
La madre vedrà in lei una minaccia, teme che le porti via il figlio, ha paura di vedere crollare quel castello di cristallo costituito da lei e dai figli nel quale lei si è sempre rifugiata per dimenticare le delusioni del passato.
Brenda Blethyn si conferma una attrice di livello assoluto, dotata di un carisma fuori dal comune, sorregge sulle sue spalle il film dall'inizio alla fine, cimentandosi in inediti(per lei) monologhi comici. In questo film riesce a passare da momenti di commedia brillanti a forti momenti drammatici, passando dall'ilarità allo sconforto più totale, dimostrando la sua grande eccleticità.
Senza di lei il film sarebbe una semplice commediola sulla fragilità delle famiglie, ma lei riesce a far fare il salto di qualità al film.
Da vedere solo per ammirare e rivalutare la bravura di questa grande attrice.
VOTO: 6,5
domenica 4 maggio 2008
nuove uscite: il cacciatore di acquiloni

il film di Marc Foster(monster ball e Neverland) è tratto dall'omonimo libro di grande successo di khaled Hosseini.
Narra la storia di due ragazzini nell'Afghanistan di trent'anni fà, Amir figlio di un facoltoso uomo di etnia Pashtun , e Hassan figlio del loro servitore di etnia Azara.
I due ragazzini passano la maggior parte del tempo insieme, il loro legame è fortissimo, ad unirli è anche la passione per gli acquiloni.
La caccia agli acquiloni è lo sport principale della Kabul di quel tempo. Una kabul libera e vivace che ancora non conosceva la tirrania dell'invasore russo e nemmeno le costrizioni dell'integralismo islamico.
Durante una importante gara di acquiloni, Hassan mentre cercava di recuperare l'acquilone di Amir viene aggredito e violentato da un gruppo di ragazzi di etnia Pashtun. Amir osserva tutto da lontano, senza aver il coraggio di intervenire.
Dopo questo episodio il rapporto tra i due bambini non sarà più come prima, i due si divideranno per sempre: Hassan seguirà il padre in cerca di un altra sistemazione, mentre Amir, in seguito all'invasione russa, fuggirà con il padre in America.
Per Amir e il padre l'ambientazione in America non sarà facile, la nostalgia per la loro terra si farà sentire, si dovranno abituare ad una vita spartana (lontana dagli agi del loro tenore di vita a Kabul) adattandosi a fare lavori umili.
Comunque Amir diventa uomo, si laurea, e si sposa, con grande soddisfazione del padre. Il rapporto tra padre e figlio rimarrà sempre molto forte, anche negli utimi giorni di vita del padre, che se ne andrà poco dopo il matrimonio di Amir.
A ricatapultare Amir nel passato sarà una telefonata dello zio dal Pakistan che lo prega raggiungerlo per dargli una notizia molto importante.
Amir giunto in Pakistan riceve dalo zio una lettera scritta da Hassan.
Nella lettera Hassan gli racconta di essersi sposato, di essere padre di un bambino, e gli racconti i difficili anni vissuti in Afghanistan sotto la tirrania dei talebani, inoltre gli dice di non averlo mai dimenticato.
Lo zio di Amir, poi, gli racconta che Hassan e la moglie sono stati uccisi dai talebani e il loro figlio è rimasto nelle mani degli assasini dei suoi genitori.
Lo zio lo prega di tornare in Afganistan per riprendersi il figlio di Hassan, rivelandogli che in realtà Hassan non è per lui un semplice amico, ma bensì suo fratello, frutto di una realzione tra il padre di Amir e la madre di Hassan.
Amir, seppur scovolto dalla notizia, decide di partire per kabul. Il suo sarà un viaggio doloroso in una terra martoriata da anni di conflitti, in cui metterà a serio rischio la sua vita.
Il film di Marc Foster ha nella sua forza una sceneggiatura forte, che si basa su un racconto di grande successo, le ambientazioni sono belle e molto verosimili.
Se da un lato la scelta di puntare su attori non professionisti o poco conosciuti accentua la veriticità della storia, dall'altro a perderne è la qualità della recitazione, a volte un po' sempliciotta.
Il film scorre abbastanza bene, senza grandi colpi di scena e senza trovate orginali, il film adatto a tutte le generazioni, anche per essere mostrato nelle scuole, per conoscere una realtà diversa dalla nostra, ma molto attuale.
VOTO: 6
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