sabato 8 marzo 2008

nuove uscite: lo scafandro e la farfalla


Si base si una storia vera il nuovo film di Julian Schnabel (prima che sia notte), questa è la storia di Jean-Dominique Bauby caporedattore della rivista francese Elle.
Jean-Dominique (interpretato da Mathieu Almaric) poco più che quarantenne viene colpito da una rara e fulminante malattia che lo rende completamente paralizzato, l'unica parte del suo corpo che riesce a muovere è l'occhio sinistro.
Jean, seppur paralizzato, nella sua mente è lucidissimo, si trova intrappolato in un corpo che non puo' muovere e che non gli permette di comunicare con l'esterno.
Dopo un inziale scoramento, Jean decide di reagire con coraggio e determinazione e deciderà di affrontare la nuova realtà, nell'ospedale in cui si trova riuscirà con la aiuto di una terapista a trovare un modo per comuniare, lo farà usando il suo occhio sinistro, sbattendo la palpebra al suono della lettera che corrisponde all'inizio della parola che lui vuole comunicare.
Jean deciderà di dettare la sua esperienza e le sue emozioni ad una collaboratrice del giornale in cui lavorarava per farne un libro.
La tenace deteminazione di Jean nel perseguire lo scopo di ultimare il libro, occupano gran parte del suo tempo, a sostenerlo ci saranno anche l' ex-compagna e madre dei suoi figli (Emmanuelle Seigner), il padre (max Von Sidow), e due tenaci infermiere.
Per evadere dalla gabbia che è diventato il suo corpo, Jean, usa la sua immaginazione, chiudendo gli occhi immagina di essere libero, di amare come poteva fare una volta, sogna di rivisitare tutti i posti scoperti nella sua vita.
Spesso sogna di essere intrappolato in fondo al mare dentro uno scafandro da cui non riesce ad uscire, piu' o meno quello che gli succede nella realtà dove lo scafandro non è altro che il suo corpo, mentre la farfalla è la sua mente che gli permette di evadere con leggerezza e guardare con distacco tutto dall'alto.
Jean se ne andrà poco dopo aver finito il libro, colpito da una polmonite, questo libro sarà la sua eredità a chi lo ha conosciuto, e un insegnamento per tutti noi, ad amare la vita e ad aprezzarla anche nelle piccole cose.
Il regista(che con questo film ha vinto il premio per la regia a Cannes), all'inizio in particolare, decide di mostrarci la storia dal punto di vista del protagonista, filtrando le immagini come se provenissero dall'occhio di Jean, la tematica del film ricordo un pochino Mare Dentro di Amenabar(anche in quel caso Javier bardem usava l'immaginazione per fuggire alla sua costrizione fisica), il cast è buono, spicca l'ottima interpretazione di Mathieu Almaric (fino ad ora abbastanza sconosciuto fuori dalla Francia), ma bisogna segnalare anche la commovente interpretazione dell'anziano padre di Max Von Sidow.


VOTO: 6,5

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