Molto prima dei Segreti di Brokeback Mountain c'è stato un altro film che ha raccontato realisticamente una storia d'amore gay, senza fare macchiette, drammaticamente riuscendo a commuovere.
Il film è degli anni ottanta(1988) si chiama Amici complici amanti (Torch Song trilogy) mi ricordo di averlo visto a tarda notte su retequattro, l'unica volta poi non sono mai riuscito a rivederlo o a trovare il DVD.
Ero un ragazzino, ma mi colpì molto, per la prima volta vidi un film che parlava di amore tra due uomini, senza buttarla sulla macchietta, narrava di amori veri, sofferti come quelli che era solito vedere tra un uomo e una donna nei film tradizionali.
Mi ricordo che c'era un Matthew Broderick, nei panni del giovane compagno del protagonista, che faceva una brutta fine.
Il protagonista era un gay che come lavoro faceva il travestito, molto sfortunato in amore, o trovavo l'uomo sbagliato o quando lo trovava lo perdeva in malo modo. Lui è il protagonista di del monologo nel video in basso.
Dopo averlo visto , mi ricordo di esserne rimasto scombussolato, nella mia testa di ragazzino di provincia cominciava a balenare il pensiero che ci potessere altre tipi di unioni oltre alle tradizionali famiglie.
domenica 23 marzo 2008
nuove uscite: PERSEPOLIS

Piccolo film a cartoni animati, che ha sorpreso al festival di Cannes dove ha vinto il premio della giuria, al quale bisogna aggiungere anche la nomination all'oscar.
Questa la storia di Marjane, ragazzina iraniane, che si trova a dover subire le cosegnuenze del cambiamento politico del pasaggio dal regno dello Scia all'insediamento del regime integralista islamico.
Marjane è una bambina vivace, ama la musica, le piacciono i film da maschietti di Bruce Lee, è circondata da una famiglia moderna che sogna per lei un futuro di emancipazione e felicità.
Seppur con i suoi difetti la vita sotto il regno dello Scia permetteva agli iraniani di vivere in una discreta libertà di pensiero e di espressione, i bambini vivevano la loro infanzia con spensieratezza e gioa.
Con l'avvento del regime islamico,la libertà piano piano veniva a mancare sempre più, i diktat dell'integralismo islamico erano sempre più oppressivi, le donne sempre piu' coperte dai veli, gli uomini incitati a morire in nome di Allah in guerra, la cultura e la musica sempre più osteggiate.
Marjane sin da bambina si dimostra insofferente a queste costrizione imposte dal regime islamico, spesso si rifugiava nella musica rock o cercava conforto nei genitori e nella fin troppo moderna nonna.
Dopo qualche anno i genitori di Marjane, ormai adolescente, capiscono che il carrattere ribelle di Marjane potrebbe essere pericoloso per se stessa, e decido di mandarla a studiare in europa, a Vienna.
L'impatto con il mondo occidentale non sarà facile per Marjane.
Dopo un inziale difficile perido di ambientamento, Marjane comincierà a prendere confidenza con gli usi occidentali, comincierà a confrontare le proprie idee con i suoi coetani, conoscerà l'amore, il sesso e conoscerà anche le delusioni d'amore e proprio una delusione d'amore la convincerà a tornare nella sua patria.
Felice di abbracciare i propri cari, Marjane, pero', attraverserà un periodo di crisi, dovuto all'impatto con la realtà chiusa e rigida del suo paese.
Marjane ritroverà la sua combattività e deciderà di non darsi per vinta, di cercare la sua strada nonostante i divieti imposti; infatti Marjane studierà, si innamorerà, si sposerà e pi divorzierà tutto cio' sempre eludendo ed aggirando gli ostacoli imposti dal regime islamico.
Marjane arriverà, pero', alla conclusione che l'unica soluzione per realizzarsi e sentirsi libera è quella di lasciare definetivamente il suo paese.
Il film di Marjane Satrapi e Vincent Parronoud uso un linguaggio semplice e diretto, adatto anche ad un pubblico molto giovane(quindi andrebbe benissimo per essere mostrato nelle sue scuole), il loro scopo è denunciare una realtà dei giorni nostri con un linguaggio accessibile e delle immagini semplici, volutamente meno sofisticate rispetto ai film d'animazione che siamo abituati a vedere.
La versione italiana si avvale al doppiaggio della voce della brava Paola Cortellesi(Marjane), di Sergio Castellito e Licia Maglietta.
VOTO: 6
nuove uscite: non è un paese per vecchi

Il nuovo film dei fratelli Coen è un racconto asciutto, crudo e diretto che racconta la storia di tre uomini molto diversi tra loro che si incontrano, anzi scontrano, nell'arida e dura profonda provincia americana. I protagonisti sono Llewelyn (Josh Brolin), cowboy, ex-reduce del Vietnam, che si barcameno per campare tra lavoretti vari e qualche battuta di caccia, e proprio mentre è intento a cacciare trova i resti di un regolamento tra trafficanti di droga, e tra cadaveri vari trova anche una valigetta piena di soldi. Llewelyn la prende consapevole che questa sarà causa di grossi guai per lui. I trafficanti mettono sulle sue tracce per riprendersi i soldi, un Killer spietato Anton (Javier Bardem), un cane sciolto con una morale tutta sua, che non esiterà a disfarsi degli stessi spacciatori che lo hanno assolto. Anton è un tipo implacabile che quando si mette all'opera non desiste sino a quando non ha ottenuto il suo scopo, qualunque siano i mezzi che deve usare. Questa sarà l'inizio di una caccia all'uomo in cui Llewelyn sarà la preda di un cacciatore spietato, Anton, che lungo la sua strada lascerà una lunga scia di sangue. Ed (Tommy Lee Jones) è lo sceriffo, prossimo alla pensione, della cittadina dove Lewelyn ha trovato i soldi. Ed dall'alto della sua esperienza capisce in che guaio si trovi Llewelyn, e sa che da solo difficilmente si puo' salvare dalle persone che lo cercano; con la freddezza e razionalità di un uomo di legge vissuto come lui si mette sulle tracce dell'inseguito e del suo inseguitore. Llewelyn è un uomo abituato a cavarsela da solo, ed è deciso a risolvere questa situazione con le sue mani affrontando il suo nemico. Ne nascerà uno scontro duro, senza esclusioni di colpi, dove entrambi ne rimarranno segnati, che si concluderà solo quando uno dei due sarà morto. Ad averla la peggio sarà Llewelyn, ad ucciderlo non sarà Anton, ma altri trafficanti mexicani a loro volta in cerca dei soldi. Anton arrivato appena in ritardo, deciderà di completare comunque la sua missione, uccidendo, come gli aveva promesso,la moglie di Llewelyn. Ed seguendo la scia di cadaveri lasciati durante il loro duello, giunge troppo tardi da Llewelyn già morto, ancora una volta le spietate leggi della malavita ha avuto ragione.
Ed è ormai troppo vecchio per affrontare nemici cosi' forti, i tempi sono cambiati, gli uomini sono cambiati, per lui è giunto il tempo di abbandonare questa guerra impari, tra pochi uomini onesti e criminali sempre più numerosi e forti.
Il film dei Coen è un raccolto serrato, duro, senza fronzoli, risoluto come i suoi protagonisti. Protagonisti tutti ad alto livello, ad iniziare dal meritato premio oscar Javier Bardem, quasi irriconoscibile con quella bizzarra acconciatura, bene anche la scoperta del film Josh Brolin (quello meno abituato a ruoli così intensi in film di qualità come questo), una certezza si conferma Tommy Lee Jones.
VOTO: 7
sabato 8 marzo 2008
nuove uscite: lo scafandro e la farfalla

Si base si una storia vera il nuovo film di Julian Schnabel (prima che sia notte), questa è la storia di Jean-Dominique Bauby caporedattore della rivista francese Elle.
Jean-Dominique (interpretato da Mathieu Almaric) poco più che quarantenne viene colpito da una rara e fulminante malattia che lo rende completamente paralizzato, l'unica parte del suo corpo che riesce a muovere è l'occhio sinistro.
Jean, seppur paralizzato, nella sua mente è lucidissimo, si trova intrappolato in un corpo che non puo' muovere e che non gli permette di comunicare con l'esterno.
Dopo un inziale scoramento, Jean decide di reagire con coraggio e determinazione e deciderà di affrontare la nuova realtà, nell'ospedale in cui si trova riuscirà con la aiuto di una terapista a trovare un modo per comuniare, lo farà usando il suo occhio sinistro, sbattendo la palpebra al suono della lettera che corrisponde all'inizio della parola che lui vuole comunicare.
Jean deciderà di dettare la sua esperienza e le sue emozioni ad una collaboratrice del giornale in cui lavorarava per farne un libro.
La tenace deteminazione di Jean nel perseguire lo scopo di ultimare il libro, occupano gran parte del suo tempo, a sostenerlo ci saranno anche l' ex-compagna e madre dei suoi figli (Emmanuelle Seigner), il padre (max Von Sidow), e due tenaci infermiere.
Per evadere dalla gabbia che è diventato il suo corpo, Jean, usa la sua immaginazione, chiudendo gli occhi immagina di essere libero, di amare come poteva fare una volta, sogna di rivisitare tutti i posti scoperti nella sua vita.
Spesso sogna di essere intrappolato in fondo al mare dentro uno scafandro da cui non riesce ad uscire, piu' o meno quello che gli succede nella realtà dove lo scafandro non è altro che il suo corpo, mentre la farfalla è la sua mente che gli permette di evadere con leggerezza e guardare con distacco tutto dall'alto.
Jean se ne andrà poco dopo aver finito il libro, colpito da una polmonite, questo libro sarà la sua eredità a chi lo ha conosciuto, e un insegnamento per tutti noi, ad amare la vita e ad aprezzarla anche nelle piccole cose.
Il regista(che con questo film ha vinto il premio per la regia a Cannes), all'inizio in particolare, decide di mostrarci la storia dal punto di vista del protagonista, filtrando le immagini come se provenissero dall'occhio di Jean, la tematica del film ricordo un pochino Mare Dentro di Amenabar(anche in quel caso Javier bardem usava l'immaginazione per fuggire alla sua costrizione fisica), il cast è buono, spicca l'ottima interpretazione di Mathieu Almaric (fino ad ora abbastanza sconosciuto fuori dalla Francia), ma bisogna segnalare anche la commovente interpretazione dell'anziano padre di Max Von Sidow.
VOTO: 6,5
lunedì 3 marzo 2008
il meglio del festival
E' finito un festival criticatissimo (sai che novità..), ma che a me personalmente ha soddisfatto, tante canzoni d'autore(tiramancino, Bennato, Gazzé, Tricarico, Grignani, L'aura, Cammariere) che hanno bisogno di una ascolto approfondito per essere capite ed apprezzate.
Altre d'impatto forte e spettacolare, capaci di emozionare al primo ascolto (Lola Ponce-Di tonno, Mietta).
Pippone da l'addio al festival, ma lo fà a testa alta, dimostrando coraggio, appoggiando la musica di qualità a discapito di quella popolare, senza paura di schierare canzoni polticamente schierate (Tiromancino, Frankie Hi-Energie), anche dal panorama giovanile ci sono state delle belle scoperte
(i pop e molto fashion vincitori Sonorha e i vulcanici Frank Head).
Per i momenti da ricordare, cito due esibizioni. La prima è la parziale delusione Tatangelo, che si presenta con un testo superficiale all'ennesima potenza, cantatata con uno stile giurassico, strizzando troppo l'occhio al genere neomelodico dell'autore e suo compagno Gigi d'alessio.
In questo filmato si rifà parzialmente, duettando con un grande quale Michael Bolton che ci mostro che con un po' di coraggio, di personalità in piu' e graffiandola con la sua voce, questa canzone poteva essere decisamente un'altra cosa.
Da notare la faccia di Gigi alla fine, ormai esplode dall'emozione e dalla godurie di sentire cantare le sue parole da un vero cantante.
L'altro filmato è l'esibizione di Lola Ponce e Gio' Di Tonno con la loro "Colpo di fulmine" insieme ai danzatori Los Vivancos, in un connubio di musica, teatralità e danza molto bello.
Lola e Gio', da bravi attori di musical, interpretano splendimante la canzone con un ottima presenza scenica, lo spettacolo è ulteriomente migliorante da questi bravissimi (e molto belli) danzatori.
per finire i mei voti:
Lola Ponce- Gio' di Tonno (colpo di fumine) 7,5
Gianluca Grignani (cammina nel sole) 7
Mietta (baciami adesso) 7
Eugenio Bennato (grande sud) 6+
Paolo Meneguzzi (grande) 5,5
Anna tatangelo (il mio amico) 5
l'aura (basta) 7
Sonohra (l'amore) 6+
Frank Head (para parà ra rara) 6,5
finley (ricordi) 5
Loredana Bertè (musica e parole) 6,5
Tricarico (vita tranquilla) 6,5
Max Gazzè (il solito sesso) 6,5
Amedeo Minghi (cammina, cammina) 6
Toto Cotugno (un falco chiuso in gabbia) 6-
Michele Zarrillo (l'ultimo film insieme) 5
Tiromancino (il rubacuori) 6-
Sergio Cammariere (l'amore non si spiega) 7-
Mario Venuti (a ferro e fuoco) 6,5
Fabrizio Moro (eppure mi hai cambiato la vita) 6
Little Tony (non finisce qui) 5
Altre d'impatto forte e spettacolare, capaci di emozionare al primo ascolto (Lola Ponce-Di tonno, Mietta).
Pippone da l'addio al festival, ma lo fà a testa alta, dimostrando coraggio, appoggiando la musica di qualità a discapito di quella popolare, senza paura di schierare canzoni polticamente schierate (Tiromancino, Frankie Hi-Energie), anche dal panorama giovanile ci sono state delle belle scoperte
(i pop e molto fashion vincitori Sonorha e i vulcanici Frank Head).
Per i momenti da ricordare, cito due esibizioni. La prima è la parziale delusione Tatangelo, che si presenta con un testo superficiale all'ennesima potenza, cantatata con uno stile giurassico, strizzando troppo l'occhio al genere neomelodico dell'autore e suo compagno Gigi d'alessio.
In questo filmato si rifà parzialmente, duettando con un grande quale Michael Bolton che ci mostro che con un po' di coraggio, di personalità in piu' e graffiandola con la sua voce, questa canzone poteva essere decisamente un'altra cosa.
Da notare la faccia di Gigi alla fine, ormai esplode dall'emozione e dalla godurie di sentire cantare le sue parole da un vero cantante.
L'altro filmato è l'esibizione di Lola Ponce e Gio' Di Tonno con la loro "Colpo di fulmine" insieme ai danzatori Los Vivancos, in un connubio di musica, teatralità e danza molto bello.
Lola e Gio', da bravi attori di musical, interpretano splendimante la canzone con un ottima presenza scenica, lo spettacolo è ulteriomente migliorante da questi bravissimi (e molto belli) danzatori.
per finire i mei voti:
Lola Ponce- Gio' di Tonno (colpo di fumine) 7,5
Gianluca Grignani (cammina nel sole) 7
Mietta (baciami adesso) 7
Eugenio Bennato (grande sud) 6+
Paolo Meneguzzi (grande) 5,5
Anna tatangelo (il mio amico) 5
l'aura (basta) 7
Sonohra (l'amore) 6+
Frank Head (para parà ra rara) 6,5
finley (ricordi) 5
Loredana Bertè (musica e parole) 6,5
Tricarico (vita tranquilla) 6,5
Max Gazzè (il solito sesso) 6,5
Amedeo Minghi (cammina, cammina) 6
Toto Cotugno (un falco chiuso in gabbia) 6-
Michele Zarrillo (l'ultimo film insieme) 5
Tiromancino (il rubacuori) 6-
Sergio Cammariere (l'amore non si spiega) 7-
Mario Venuti (a ferro e fuoco) 6,5
Fabrizio Moro (eppure mi hai cambiato la vita) 6
Little Tony (non finisce qui) 5
video della settimana: Mietta...Baciami adesso
Al primo ascolto non mi aveva convinto, ma adesso mi è entrata in testa e non mi esce più.
La vera canzone gaia del festival è questa, non certo la canzone superficiale, stereotipata e banale della Tatangelo. Quella di Mietta ti fa venire di ballare, è molto sensuale e fa' anche un discreto sesso(che non guasta).
E poi la sorpresa del video, dove Mietta per strusciarsi sceglie l'ex isola dei famosi, il finanziere Vittorio(buongustaia!).
La vera canzone gaia del festival è questa, non certo la canzone superficiale, stereotipata e banale della Tatangelo. Quella di Mietta ti fa venire di ballare, è molto sensuale e fa' anche un discreto sesso(che non guasta).
E poi la sorpresa del video, dove Mietta per strusciarsi sceglie l'ex isola dei famosi, il finanziere Vittorio(buongustaia!).
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