Questo film è stata la sorpresa dell'ultima mostra di Venezia, un film semplice e delicato. Che racconta la quotidianità di cinque donne nella Beirut di oggi. Tre di loro lavorano in un centro estetico, un' altra è un'affezionata loro cliente che non si rassegna al passare del tempo continuando a cercare fortuna nel mondo dello spettacolo, infine c'è una sarta che ha sacrificato la sua vita tra il lavoro e l'accudire la sorella con problemi mentali.
Tutte hanno problemi sentimentali, c'è l'amante di un uomo sposato che aspetta inutilmante che lui scelga definitavemente lei, cè la ragazza moderna che deve fare i conti con il matrimonio islamico e le tradizioni religiose, c'è la ragazza che cerca di nascondere la sua attrazione per le donne, c'è la nostra sarta che è indecisa se cedere alle lusinghe dell'amore o continuare a dedicare la sua vita alla cura della sorella.
Quello che non manca alle nostre protagoniste è la solidarietà femminile, tutte sono pronte a soccorrere e sostenersi a turno nei momenti di difficoltà, il loro rifugio è il centro estetico, dove oltre a curare la loro femminilità(il caramel del titolo è il caramello che viene usato per la depilazione) curano la loro anima e le loro ferite.
Il film ci mostra uno spaccato del mondo femminile in terra islamica, in una Beirut che è stata sempre considerata un punto d'incontro tra il mondo occidentale e il mondo islamico, dove l'integralismo non è così radicato, dove le donne non hanno paura a mostrare la loro femminilità, ma nello stesso tempo rispettano le tradizioni e la religione. Una terra martoriata dai conflitti, ma dove le donne non hanno perso la volglia di vivere e di amare. Un film che ci mostra che ci puo' essere un mondo islamico diverso dall'integralismo rigido delle donne in burka afgane o iraniane, che esistono varie sfaccettare anche fra le donne di questi paesi e che alla fine non sono poi tanto diverse dalle donne occidentali. Anche loro come le nostre donne ridono, piangono, soffrono per amore, curano il loro aspetto, sognano una famiglia felice, hanno paura di invecchiare ecc..
Piccolo, ma allo stesso tempo grande film al femminile, capace di emozionare con piccole cose, con un bel cast ben amalgamato.
Il film segna il debutto della nostra Giovanna Mezzogiorno in un film internazionale a grosso budjet. Si parla dell'amore di Fermina(G. Mezzogiorno) e Florentino(Javier Bardem) che si coronerà dopo una lunga attesa. Il giovane Florentino sin dal primo incontro, fatto di un semplice e fugace sguardo, si innamora di Fermina, per lui è chiaro che è lei l'unica donna della sua vita. Florentino decide di presentarsi a lei tramite una lettera, sfruttando la sua abilità nela scrittura e nella poesia per fare breccia nel suo cuore. Per la giovane Fermina, inesperta in amore, le belle lettere e l'amore sincero di Florentino la conviceranno che sia l'uomo giusto, ed accetterà la sua proposta di matrimonio. Ad ostacolare il loro amore sarà il padre di lei (un convincente John Lenguizamo), un commerciante di muli appena affaciatosi nella società che conta e che che sogna x la figlia un matrimonio di prestigio, con un uomo facoltoso, non certo un semplice telegrafista come Florentino. Per evitare il matrimonio, il padre, minaccierà Florentino e si trasferirà in uno sperduto paesino trai monti con la figlia. Florentina non si darà x vinto e decide di aspettare Fermina qualunque sia lunga l'attesa. Fermina ritornerà a Cartagena dopo qualche anno, cambiata, matura e più donna, rivendendo Florentino si convincerà che quello che provavo una volta adesso non esiste più e non esiterà a dirglielo in faccia. Florentino, seppur con il cuore spezzato, non rinuncierà ad amarla e continua a sperara che un giorno il loro amore trionferà. Nel frattempo Fermina incontrerà un dottore(Benjamin Bratt) se ne innamorerà e deciderà di sposarlo, il loro sara' un matrimonio lungo, con diversi figli, fatti di alti e bassi, Fermina sarà amata, ma dovra' ingoiare diversi bocconi amari (tradimenti,una suocera invadente ecc.). Florentino seguirà sempre da vicino le vicessitudine di Fermina, continuando ad Amarla in disparte, le sarà sempre fedele con il cuore, ma si concidera' parecchie storielle, dimostrando grandi doti di amatore, il suo ossesionato bisogno d'amore lo porterà a collezionare centinaia di incontri, spesso con sconosciute, incontri fatti di fugaci rapporti sessuali. Quando, già ad età molto avanzata, il marito di Fermina morirà, Florentino non perderà tempo e si presenterà immediatamente alla sua porta per dichiargli il suo amore. All'inizio Fermina lo caccierà in malo modo, ma difronte alla sua costanza e alla sua sincerità, piano piano inizierà a cedere. Indubbiamente il romanzo di Garcia Marquez non era facile da adattare al grande schermo, per far cio' è stato ingaggiato lo scenaggiatore premio oscar per il Pianista ed alla regia cè un regista esperto come Mike Newell (Donnie Brasco, Quattro matrimoni e un funerale), il risultato è un prodotto con luci ed ombre, una prima parte più scorrevole ed una seconda meno fluida ed incerta. L'impegno dei protagonisti si vede, fra i due ho preferito Javier Bardem, nell'inedito ruolo del pacato e dimesso Florentino, mentre la Mezzogiorno (forse non ancora a suo agio in queste grosse produzioni) non sempre riesce a comunicare l'intensità e il calore latino di Fermina.
Terzo singolo tratto dall'utlimo album dei Maroon five, questa "won't go home without you" è indubbiamente la piu' romantica. Chi non ha mai pensato dentro di se "non voglio andare a casa senza te" dopo aver conosciuto una persona speciale; a cantarlo a squarcia gola, in questo caso, è uno dei cantanti piu' sexy in circolazione(Adam levine). Nel video vediamo Levine intento a cantare con il suo gruppo, ad un certo punto lascia il gruppo e si incammina deciso, ma chi starà cercando con tanta foga?.. forse proprio la persona senza la quale non vorrebbe tornare a casa. La trovera', ma purtroppo non ci sara' il lieto fine (come spesso succede nella realtà).
Oggi, complice i postumi dei bagordi di capodanno, non avevo forza di fare nulla. L'unica cosa che sono riuscito a fare è un po' di zapping, e nel mio girovagare sono capitato in un programma satellitare che si chiama AMICI STORY, oggi hanno riproposto l'uscita di Manuel, puntata storica di AMICI 6, e rivedendola un pochino mi sono commosso. Manuel era un ragazzo molto sensibile, nel suo cavallo di battaglia (Over Joy) riusciva ad emozionare, tutti i ragazzi sembrano sinceramente dispiaciuti per la sua uscita e persino Maria (questa scena entrera' nella storia della tv :-| ) si commuove nel finale. Bella canzone, bella atmosfera, molto sdolcinata per concludere questo periodo di feste natalizie.
Capodanno tranquillo, ma sereno, di solito in queste serate mi faccio prendere dalla malinconia, comincio a fare bilanci dell'anno passato e della mia vita in generale, e puntualmente vedo tutti i lati negativi: una vita affettiva carente, un lavoro poco stimolante, una vita familiare con alti e bassi, la mia scarsa capacità di stringere rapporti veri e duraturi con le persone che mi circondano, la mia freddezza che allontana le persone da me. Almeno quest'anno questo non è successo, ero partito con l'idea di fare una serata normale, senza dover strafare o spaccare il mondo solo perchè è capodanno, il programma prevedeva di incontrami con M e il suo amico S. per trascorrere la serata al Pensiero Stupendo di Senigallia, posto nuovo x me e dal quale non avevo grosse aspettative, me ne avevano parlato come un locale piccolo, frequentato sempre dalla solita gente, ma con musica casareccia e allegra dove passare una serata spensierata in allegria. Per affrontare la serata prima di uscire mi sono bevuto un Burn, che per un non-bevitore di caffè come me, ha l'effetto di una intera moka di caffe'(infatti alle 5 di mattina ero ancora pimpante con un ragazzino), il viaggio in auto è stato lungo anche perchè a Pesaro abbiamo abbandonato l'autostrada per incontrarsi con Michele, un vecchio amico di M., abbiamo traslocato nella sua auto e abbiamo fatto tutto il lungo mare fino a Senigallia. Arrivati davanti a locale ci siamo incontrati con 4 ragazzi di Macerata, che puntlamente M. e Michele rivedono tutti gli anni qui al Pensiero Stupendo, e tutti assieme siamo entrati giusto in tempo per fare il brindisi di mezzanotte, il locale era come me lo avevano raccontato, piccolo e con pensonaggi variopinti( una serie di Drag molto rustiche e casareccie con nomi come Nonna, petunia,ec.), cè stato un brindisi di gruppo e poi subito ci siamo buttati in una serie di danze con le tipiche canzoncine di capodanno(trenini vari, sambe e tutte quelle stupide canzoncine che il resto dell'anno non ti sogneresti mai di ballare, ma a capodanno, complice l'atsmosfera,pur di far bisboccia tutto va bene). Il tempo è passato bene, ho ballato tutta la sera, mi saro' scolato due bottiglie di spumante, ero sull'allegro andante(fortunatamente l'alcool non ha avuto l'effetto sbornia maliconica come spesso succede in queste occasioni), uniche note negative: la cravatta(indumento che metto una volta all'anno) che intralciava le mie maldestre danze(ciondolava di continuo, rimbalzandomi adosso effetto frusta), ed M. che mi ha evitato tutta la sera dicendo che preferiva stare per conto suo. Ho ballato, bevuto, chiaccherato, il tempo è volato, non ho pensato al sesso, anche se cè stato qualche scambio di sguardi (in particolare con un bel morettino tenebroso con il maglione verde), l'importante era divertirsi ed iniziare serenamente l'anno nuovo. Quest'anno quindi niente bilanci della mia vita,e neanche nessun proposito per l'anno nuovo, la cosa migliore è vivere giorno x giorno, prendere quello che la vita ti da con lo spirito giusto, vivere siceramente i rapporti con gli altri (sia che sia amore, amicizia o semplici rapporti di lavoro), ecco il mio unico proposito è questo: VIVERE, senza nascondermi, senza evitare relazioni x paura di soffrire, voglio confrontarmi con gli altri nel bene e nel male.
In fondo questo capodanno è stato un ritorno al passato, ai veglioni di una decina di anni fà, quando ancora la voglia di divertirsi avevano la meglio sui cattivi prensieri, sulle preoccupazioni, quando il sabato sera era sacro: bisognava solo divertirsi, e i problemi venivano per attimo accontonati. Ecco...sì,così è andata.
Tornado a casa, quando eravamo rimasti noi soli, M. mi ha spiegato perchè mi aveva evitato tutta la sera, mi ha spiegato che ancora non riesce a stare accanto a me come semplice amico, a divertirsi insieme come se fosse nulla, lui ha voglia di stringermi e baciarmi, preferiva starmi lontano che soffrire e starmi vicino.
Peccato che io caro M., ti voglio bene, ma come un caro amico, e + passa e il tempo e + ne sono convinto, il mio è un affetto sincero, da caro amico (ma si ferma a questo),lunge da me il pensiero di farti soffrire, la tua presenza e la tua amicizia è una cosa cara e gradita, ma difronte alle tue parole mi sorge il dubbio che la mia presenza sia per te causa di sofferenza, sto meditando per il nostro bene che forse sia meglio effettuare un graduale distacco....