domenica 8 giugno 2008

nuove uscite: il treno per il Darjeeling



Lo stile surreale di Wes Anderson è il suo marchio di fabbrica, ed è evidente anche in questo suo ultimo film.
Questa è la storia di tre fratelli: Francis (Owen Wilson) il maggiore, Peter (Adrien Brody) e il minore Jack(Jason Schwartzman). I tre si ritrovano dopo la morte del padre per fare un viaggio in treno attraverso l'India per ritrovare l'unione familiare.
Francis è l'ideatore del viaggio, un uomo a cui piace organizzare nei minimi particolari la sua vita e quella dei fratelli, in questo particolare viaggio si presenta completamente incerrottato a causa di un spettacoloso incidente motociclistico.
Peter, mal digerisce l'autorità del fratello maggiore, inoltre deve superare una crisi matrimoniale e prepararsi all'arrivo di un figlio.
Jack è reduce da un pellegrinaggio per il mondo iniziato per dimenticare la sua Ex, è molto sensibile al fascino femminile ed ha delle buone qualità da seduttore.
Il viaggio per i tre non sarà solo l'occasione per riunirsi e riallacciare i rapporti, ma sarà un occasione per riflettere sulle proprie vite.
L'originalità di Wes Anderson è uno dei punti di forza del film, la sceneggiatura di cui è autore è piena di trovate bizzarre, i personaggi sono tutti eccentrici e fuori da comune, l'ambientazione (quasi complentante sul treno) è un altra trovata che lo differenzia dagli altri film.
I tre protagonisti recitano tutti a buon livello, altalenando momenti brillanti a momenti malinconici.
Il film è precedito dal corto Hotel Chevralier con protagonisti Natalie Portman (pluripubblicizzata la sua scena di nudo) e Jason Schwarztman; il corto viene richiamato in alcune situazioni del film.
Il film è diviso da una prima parte briosa in cui si fa conoscenza con i tre protagonisti, ed una seconda parte più spirituale e malinconica(ma anche meno riuscita) in cui i tre fratelli partecipano ad un funerale e ritrovano la madre(Angelica Houston).
Wes Anderson conferma di essere uno dei talenti più riconoscibili del cinema americano, ma qui firma la sua opera più discontinua.

Voto: 6--


domenica 18 maggio 2008

dalida...

Non conosco molto di Dalida, voglio saperne di più, da quello che ho intravisto ho capito che era una donna di grande classe, bella, innamorata del suo lavoro, sul palco dava tutto(.. troppo) forse per compensare una vita non felice, dai suoi occhi emerge una tristezza interiore.
La sua vita è stata scossa dalla morte del suo grande amore (Luigi Tenco), la tristezza di quell'evento probabilmente non la ha più lasciata, l'unica gioia per lei era il palcoscenico, quando era
davanti al suo pubblico per un attimo il suo cuore smetteva di sanguinare.

Il testo di questo canzone mi piace molto , aldilà della differenza d'età, la canzone parla di una donna con tanto voglia di amare e di essere amata, il desiderio di essere amata a volte ti spinge a buttarti nelle braccia della persona sbagliata.
Di peggio della solitudine c'è solo il dolore che si prova quando il tuo amore viene rifiutato oppure, come in questa canzone, viene usato per proprio tornaconto.



Qui sotto ce ne è una versione piu' schersosa fatta da una Drag Queen bergamasca, molto divertente e ben fatta.

video della settimana: Moby....disco lies

E' tornato Moby, geniale Dj americano, che non sbaglia un colpo, questo brano tutto da ballare, leggermente sofisticato, ricorda un po' gli anni 70(non solo la perla capigliatura della cantante).
Molto bello anche il video, la vendetta del pollo sull'uomo. Il povero pulcino scampato alla morte, diventato grande si vendicherà degli aguzzini dei suoi cari....

nuove uscite: il matrimonio è un affare di famiglia



Questo piccolo film australiano si è fatto notare Sundance Festival dell'anno scorso.
Protagonista assoluta del film è la grande attrice inglese Brenda Blethyn, madre separata in Australia di due figli adolescenti.
Nel film è una donna di grande personalità, con un passato nel mondo delle spettacolo come intrattenitrice-comica, attività abbandonata per seguire l'ex marito in Australia e crescere i due figli. La donna in Australia abbandono' le luci del palcoscenico, adattandosi a lavori umili per mantenere la famiglia, il suo legame con i fligli è forte ed eccessivamente protettivo, l'amore per i figli si alterna con il rimpianto di un passato sotto le luci del mondo dello spettacolo oramai sfumato.
A scombussolare i fragili equilibri della famiglia, arriverrà una bella ragazza bionda che farà innamorare Tim, il figlio maggiore.
La madre vedrà in lei una minaccia, teme che le porti via il figlio, ha paura di vedere crollare quel castello di cristallo costituito da lei e dai figli nel quale lei si è sempre rifugiata per dimenticare le delusioni del passato.
Brenda Blethyn si conferma una attrice di livello assoluto, dotata di un carisma fuori dal comune, sorregge sulle sue spalle il film dall'inizio alla fine, cimentandosi in inediti(per lei) monologhi comici. In questo film riesce a passare da momenti di commedia brillanti a forti momenti drammatici, passando dall'ilarità allo sconforto più totale, dimostrando la sua grande eccleticità.
Senza di lei il film sarebbe una semplice commediola sulla fragilità delle famiglie, ma lei riesce a far fare il salto di qualità al film.
Da vedere solo per ammirare e rivalutare la bravura di questa grande attrice.

VOTO: 6,5


domenica 4 maggio 2008

nuove uscite: il cacciatore di acquiloni


il film di Marc Foster(monster ball e Neverland) è tratto dall'omonimo libro di grande successo di khaled Hosseini.
Narra la storia di due ragazzini nell'Afghanistan di trent'anni fà, Amir figlio di un facoltoso uomo di etnia Pashtun , e Hassan figlio del loro servitore di etnia Azara.
I due ragazzini passano la maggior parte del tempo insieme, il loro legame è fortissimo, ad unirli è anche la passione per gli acquiloni.
La caccia agli acquiloni è lo sport principale della Kabul di quel tempo. Una kabul libera e vivace che ancora non conosceva la tirrania dell'invasore russo e nemmeno le costrizioni dell'integralismo islamico.
Durante una importante gara di acquiloni, Hassan mentre cercava di recuperare l'acquilone di Amir viene aggredito e violentato da un gruppo di ragazzi di etnia Pashtun. Amir osserva tutto da lontano, senza aver il coraggio di intervenire.
Dopo questo episodio il rapporto tra i due bambini non sarà più come prima, i due si divideranno per sempre: Hassan seguirà il padre in cerca di un altra sistemazione, mentre Amir, in seguito all'invasione russa, fuggirà con il padre in America.
Per Amir e il padre l'ambientazione in America non sarà facile, la nostalgia per la loro terra si farà sentire, si dovranno abituare ad una vita spartana (lontana dagli agi del loro tenore di vita a Kabul) adattandosi a fare lavori umili.
Comunque Amir diventa uomo, si laurea, e si sposa, con grande soddisfazione del padre. Il rapporto tra padre e figlio rimarrà sempre molto forte, anche negli utimi giorni di vita del padre, che se ne andrà poco dopo il matrimonio di Amir.
A ricatapultare Amir nel passato sarà una telefonata dello zio dal Pakistan che lo prega raggiungerlo per dargli una notizia molto importante.
Amir giunto in Pakistan riceve dalo zio una lettera scritta da Hassan.
Nella lettera Hassan gli racconta di essersi sposato, di essere padre di un bambino, e gli racconti i difficili anni vissuti in Afghanistan sotto la tirrania dei talebani, inoltre gli dice di non averlo mai dimenticato.
Lo zio di Amir, poi, gli racconta che Hassan e la moglie sono stati uccisi dai talebani e il loro figlio è rimasto nelle mani degli assasini dei suoi genitori.
Lo zio lo prega di tornare in Afganistan per riprendersi il figlio di Hassan, rivelandogli che in realtà Hassan non è per lui un semplice amico, ma bensì suo fratello, frutto di una realzione tra il padre di Amir e la madre di Hassan.
Amir, seppur scovolto dalla notizia, decide di partire per kabul. Il suo sarà un viaggio doloroso in una terra martoriata da anni di conflitti, in cui metterà a serio rischio la sua vita.

Il film di Marc Foster ha nella sua forza una sceneggiatura forte, che si basa su un racconto di grande successo, le ambientazioni sono belle e molto verosimili.
Se da un lato la scelta di puntare su attori non professionisti o poco conosciuti accentua la veriticità della storia, dall'altro a perderne è la qualità della recitazione, a volte un po' sempliciotta.
Il film scorre abbastanza bene, senza grandi colpi di scena e senza trovate orginali, il film adatto a tutte le generazioni, anche per essere mostrato nelle scuole, per conoscere una realtà diversa dalla nostra, ma molto attuale.


VOTO: 6

domenica 23 marzo 2008

cult movie: Amici Complici Amanti

Molto prima dei Segreti di Brokeback Mountain c'è stato un altro film che ha raccontato realisticamente una storia d'amore gay, senza fare macchiette, drammaticamente riuscendo a commuovere.
Il film è degli anni ottanta(1988) si chiama Amici complici amanti (Torch Song trilogy) mi ricordo di averlo visto a tarda notte su retequattro, l'unica volta poi non sono mai riuscito a rivederlo o a trovare il DVD.
Ero un ragazzino, ma mi colpì molto, per la prima volta vidi un film che parlava di amore tra due uomini, senza buttarla sulla macchietta, narrava di amori veri, sofferti come quelli che era solito vedere tra un uomo e una donna nei film tradizionali.
Mi ricordo che c'era un Matthew Broderick, nei panni del giovane compagno del protagonista, che faceva una brutta fine.
Il protagonista era un gay che come lavoro faceva il travestito, molto sfortunato in amore, o trovavo l'uomo sbagliato o quando lo trovava lo perdeva in malo modo. Lui è il protagonista di del monologo nel video in basso.
Dopo averlo visto , mi ricordo di esserne rimasto scombussolato, nella mia testa di ragazzino di provincia cominciava a balenare il pensiero che ci potessere altre tipi di unioni oltre alle tradizionali famiglie.




nuove uscite: PERSEPOLIS


Piccolo film a cartoni animati, che ha sorpreso al festival di Cannes dove ha vinto il premio della giuria, al quale bisogna aggiungere anche la nomination all'oscar.
Questa la storia di Marjane, ragazzina iraniane, che si trova a dover subire le cosegnuenze del cambiamento politico del pasaggio dal regno dello Scia all'insediamento del regime integralista islamico.
Marjane è una bambina vivace, ama la musica, le piacciono i film da maschietti di Bruce Lee, è circondata da una famiglia moderna che sogna per lei un futuro di emancipazione e felicità.
Seppur con i suoi difetti la vita sotto il regno dello Scia permetteva agli iraniani di vivere in una discreta libertà di pensiero e di espressione, i bambini vivevano la loro infanzia con spensieratezza e gioa.
Con l'avvento del regime islamico,la libertà piano piano veniva a mancare sempre più, i diktat dell'integralismo islamico erano sempre più oppressivi, le donne sempre piu' coperte dai veli, gli uomini incitati a morire in nome di Allah in guerra, la cultura e la musica sempre più osteggiate.
Marjane sin da bambina si dimostra insofferente a queste costrizione imposte dal regime islamico, spesso si rifugiava nella musica rock o cercava conforto nei genitori e nella fin troppo moderna nonna.
Dopo qualche anno i genitori di Marjane, ormai adolescente, capiscono che il carrattere ribelle di Marjane potrebbe essere pericoloso per se stessa, e decido di mandarla a studiare in europa, a Vienna.
L'impatto con il mondo occidentale non sarà facile per Marjane.
Dopo un inziale difficile perido di ambientamento, Marjane comincierà a prendere confidenza con gli usi occidentali, comincierà a confrontare le proprie idee con i suoi coetani, conoscerà l'amore, il sesso e conoscerà anche le delusioni d'amore e proprio una delusione d'amore la convincerà a tornare nella sua patria.
Felice di abbracciare i propri cari, Marjane, pero', attraverserà un periodo di crisi, dovuto all'impatto con la realtà chiusa e rigida del suo paese.
Marjane ritroverà la sua combattività e deciderà di non darsi per vinta, di cercare la sua strada nonostante i divieti imposti; infatti Marjane studierà, si innamorerà, si sposerà e pi divorzierà tutto cio' sempre eludendo ed aggirando gli ostacoli imposti dal regime islamico.
Marjane arriverà, pero', alla conclusione che l'unica soluzione per realizzarsi e sentirsi libera è quella di lasciare definetivamente il suo paese.
Il film di Marjane Satrapi e Vincent Parronoud uso un linguaggio semplice e diretto, adatto anche ad un pubblico molto giovane(quindi andrebbe benissimo per essere mostrato nelle sue scuole), il loro scopo è denunciare una realtà dei giorni nostri con un linguaggio accessibile e delle immagini semplici, volutamente meno sofisticate rispetto ai film d'animazione che siamo abituati a vedere.
La versione italiana si avvale al doppiaggio della voce della brava Paola Cortellesi(Marjane), di Sergio Castellito e Licia Maglietta.


VOTO: 6




nuove uscite: non è un paese per vecchi


Il nuovo film dei fratelli Coen è un racconto asciutto, crudo e diretto che racconta la storia di tre uomini molto diversi tra loro che si incontrano, anzi scontrano, nell'arida e dura profonda provincia americana. I protagonisti sono Llewelyn (Josh Brolin), cowboy, ex-reduce del Vietnam, che si barcameno per campare tra lavoretti vari e qualche battuta di caccia, e proprio mentre è intento a cacciare trova i resti di un regolamento tra trafficanti di droga, e tra cadaveri vari trova anche una valigetta piena di soldi. Llewelyn la prende consapevole che questa sarà causa di grossi guai per lui. I trafficanti mettono sulle sue tracce per riprendersi i soldi, un Killer spietato Anton (Javier Bardem), un cane sciolto con una morale tutta sua, che non esiterà a disfarsi degli stessi spacciatori che lo hanno assolto. Anton è un tipo implacabile che quando si mette all'opera non desiste sino a quando non ha ottenuto il suo scopo, qualunque siano i mezzi che deve usare. Questa sarà l'inizio di una caccia all'uomo in cui Llewelyn sarà la preda di un cacciatore spietato, Anton, che lungo la sua strada lascerà una lunga scia di sangue. Ed (Tommy Lee Jones) è lo sceriffo, prossimo alla pensione, della cittadina dove Lewelyn ha trovato i soldi. Ed dall'alto della sua esperienza capisce in che guaio si trovi Llewelyn, e sa che da solo difficilmente si puo' salvare dalle persone che lo cercano; con la freddezza e razionalità di un uomo di legge vissuto come lui si mette sulle tracce dell'inseguito e del suo inseguitore. Llewelyn è un uomo abituato a cavarsela da solo, ed è deciso a risolvere questa situazione con le sue mani affrontando il suo nemico. Ne nascerà uno scontro duro, senza esclusioni di colpi, dove entrambi ne rimarranno segnati, che si concluderà solo quando uno dei due sarà morto. Ad averla la peggio sarà Llewelyn, ad ucciderlo non sarà Anton, ma altri trafficanti mexicani a loro volta in cerca dei soldi. Anton arrivato appena in ritardo, deciderà di completare comunque la sua missione, uccidendo, come gli aveva promesso,la moglie di Llewelyn. Ed seguendo la scia di cadaveri lasciati durante il loro duello, giunge troppo tardi da Llewelyn già morto, ancora una volta le spietate leggi della malavita ha avuto ragione.
Ed è ormai troppo vecchio per affrontare nemici cosi' forti, i tempi sono cambiati, gli uomini sono cambiati, per lui è giunto il tempo di abbandonare questa guerra impari, tra pochi uomini onesti e criminali sempre più numerosi e forti.
Il film dei Coen è un raccolto serrato, duro, senza fronzoli, risoluto come i suoi protagonisti. Protagonisti tutti ad alto livello, ad iniziare dal meritato premio oscar Javier Bardem, quasi irriconoscibile con quella bizzarra acconciatura, bene anche la scoperta del film Josh Brolin (quello meno abituato a ruoli così intensi in film di qualità come questo), una certezza si conferma Tommy Lee Jones.

VOTO: 7


sabato 8 marzo 2008

nuove uscite: lo scafandro e la farfalla


Si base si una storia vera il nuovo film di Julian Schnabel (prima che sia notte), questa è la storia di Jean-Dominique Bauby caporedattore della rivista francese Elle.
Jean-Dominique (interpretato da Mathieu Almaric) poco più che quarantenne viene colpito da una rara e fulminante malattia che lo rende completamente paralizzato, l'unica parte del suo corpo che riesce a muovere è l'occhio sinistro.
Jean, seppur paralizzato, nella sua mente è lucidissimo, si trova intrappolato in un corpo che non puo' muovere e che non gli permette di comunicare con l'esterno.
Dopo un inziale scoramento, Jean decide di reagire con coraggio e determinazione e deciderà di affrontare la nuova realtà, nell'ospedale in cui si trova riuscirà con la aiuto di una terapista a trovare un modo per comuniare, lo farà usando il suo occhio sinistro, sbattendo la palpebra al suono della lettera che corrisponde all'inizio della parola che lui vuole comunicare.
Jean deciderà di dettare la sua esperienza e le sue emozioni ad una collaboratrice del giornale in cui lavorarava per farne un libro.
La tenace deteminazione di Jean nel perseguire lo scopo di ultimare il libro, occupano gran parte del suo tempo, a sostenerlo ci saranno anche l' ex-compagna e madre dei suoi figli (Emmanuelle Seigner), il padre (max Von Sidow), e due tenaci infermiere.
Per evadere dalla gabbia che è diventato il suo corpo, Jean, usa la sua immaginazione, chiudendo gli occhi immagina di essere libero, di amare come poteva fare una volta, sogna di rivisitare tutti i posti scoperti nella sua vita.
Spesso sogna di essere intrappolato in fondo al mare dentro uno scafandro da cui non riesce ad uscire, piu' o meno quello che gli succede nella realtà dove lo scafandro non è altro che il suo corpo, mentre la farfalla è la sua mente che gli permette di evadere con leggerezza e guardare con distacco tutto dall'alto.
Jean se ne andrà poco dopo aver finito il libro, colpito da una polmonite, questo libro sarà la sua eredità a chi lo ha conosciuto, e un insegnamento per tutti noi, ad amare la vita e ad aprezzarla anche nelle piccole cose.
Il regista(che con questo film ha vinto il premio per la regia a Cannes), all'inizio in particolare, decide di mostrarci la storia dal punto di vista del protagonista, filtrando le immagini come se provenissero dall'occhio di Jean, la tematica del film ricordo un pochino Mare Dentro di Amenabar(anche in quel caso Javier bardem usava l'immaginazione per fuggire alla sua costrizione fisica), il cast è buono, spicca l'ottima interpretazione di Mathieu Almaric (fino ad ora abbastanza sconosciuto fuori dalla Francia), ma bisogna segnalare anche la commovente interpretazione dell'anziano padre di Max Von Sidow.


VOTO: 6,5

lunedì 3 marzo 2008

il meglio del festival

E' finito un festival criticatissimo (sai che novità..), ma che a me personalmente ha soddisfatto, tante canzoni d'autore(tiramancino, Bennato, Gazzé, Tricarico, Grignani, L'aura, Cammariere) che hanno bisogno di una ascolto approfondito per essere capite ed apprezzate.
Altre d'impatto forte e spettacolare, capaci di emozionare al primo ascolto (Lola Ponce-Di tonno, Mietta).
Pippone da l'addio al festival, ma lo fà a testa alta, dimostrando coraggio, appoggiando la musica di qualità a discapito di quella popolare, senza paura di schierare canzoni polticamente schierate (Tiromancino, Frankie Hi-Energie), anche dal panorama giovanile ci sono state delle belle scoperte
(i pop e molto fashion vincitori Sonorha e i vulcanici Frank Head).

Per i momenti da ricordare, cito due esibizioni. La prima è la parziale delusione Tatangelo, che si presenta con un testo superficiale all'ennesima potenza, cantatata con uno stile giurassico, strizzando troppo l'occhio al genere neomelodico dell'autore e suo compagno Gigi d'alessio.
In questo filmato si rifà parzialmente, duettando con un grande quale Michael Bolton che ci mostro che con un po' di coraggio, di personalità in piu' e graffiandola con la sua voce, questa canzone poteva essere decisamente un'altra cosa.
Da notare la faccia di Gigi alla fine, ormai esplode dall'emozione e dalla godurie di sentire cantare le sue parole da un vero cantante.



L'altro filmato è l'esibizione di Lola Ponce e Gio' Di Tonno con la loro "Colpo di fulmine" insieme ai danzatori Los Vivancos, in un connubio di musica, teatralità e danza molto bello.
Lola e Gio', da bravi attori di musical, interpretano splendimante la canzone con un ottima presenza scenica, lo spettacolo è ulteriomente migliorante da questi bravissimi (e molto belli) danzatori.




per finire i mei voti:

Lola Ponce- Gio' di Tonno (colpo di fumine) 7,5
Gianluca Grignani (cammina nel sole) 7
Mietta (baciami adesso) 7
Eugenio Bennato (grande sud) 6+
Paolo Meneguzzi (grande) 5,5
Anna tatangelo (il mio amico) 5
l'aura (basta) 7
Sonohra (l'amore) 6+
Frank Head (para parà ra rara) 6,5
finley (ricordi) 5
Loredana Bertè (musica e parole) 6,5
Tricarico (vita tranquilla) 6,5
Max Gazzè (il solito sesso) 6,5
Amedeo Minghi (cammina, cammina) 6
Toto Cotugno (un falco chiuso in gabbia) 6-
Michele Zarrillo (l'ultimo film insieme) 5
Tiromancino (il rubacuori) 6-
Sergio Cammariere (l'amore non si spiega) 7-
Mario Venuti (a ferro e fuoco) 6,5
Fabrizio Moro (eppure mi hai cambiato la vita) 6
Little Tony (non finisce qui) 5

video della settimana: Mietta...Baciami adesso

Al primo ascolto non mi aveva convinto, ma adesso mi è entrata in testa e non mi esce più.
La vera canzone gaia del festival è questa, non certo la canzone superficiale, stereotipata e banale della Tatangelo. Quella di Mietta ti fa venire di ballare, è molto sensuale e fa' anche un discreto sesso(che non guasta).
E poi la sorpresa del video, dove Mietta per strusciarsi sceglie l'ex isola dei famosi, il finanziere Vittorio(buongustaia!).

domenica 17 febbraio 2008

Palcoscenico: Il dubbio


Non sono un abitudinario del teatro, ma la storia di questo spettacolo e il cast mi attiravano.

La regia del "il dubbio" è di Sergio Castellito, l'adattamento è della moglie Margaret Mazzantini (autrice di Non ti muovere), la storia è concentrata su tre personaggi principali padre Flynn(Stefano Accorsi) suor Aloysius(Lucilla Morlacchi) e suor James(Alice Bachi).

nuove uscite: Into the Wild


Ecco il ritorno alla regia di uno dei miei attori preferiti, Sean Penn (Mystic River, 21 grammi), tratto da un libro di Jon krakauer che a sua volta prende spunto da un fatto realmente accaduto.
Questa è la storia di Chris (Emile Hirsch), giovane e brillante studente della provincia americana, appena giunto al diploma.
Chris non è un ragazzo come gli altri, lui trova la felicità nelle cose semplici e nella lettura dei classici, ama la natura e disprezza le cose materiali.
Il giorno del diploma darà una svolta radicale alla sua vita, dopo il pranzo con la sorella e i genitori, durante il quale si intravedono i rancori e le incomprensioni familiari che hanno segnato la crescita di Chris, decide di partire per un viaggio con meta finale la tanto sognata Alaska, per le terre selvaggie che danno il titolo al film.
Il viaggio di Chris sarà un viaggio in solitario, cancellerà ogni traccia si se, a partire dai documenti, darà in beneficenza i suoi risparmi, si armerà di poche cose strettamente necessarie alla sopravvivenza e al nutrimento dello spirito(zaino, cibo e libri), e soprattutto interromperà qualsiasi contatto con i genitori(William Hurt e Marcia Gay Harden).
L'unica a sapere, o meglio intuire, le intenzioni di Chris è la sorella(Jena Malone), la solo persona che lo conosce veramente e che ha convissuto con lui sin dall'infanzia la burrascosa vita familiare.
Il viaggio di Chris sarà lungo e costellato di incontri,con persone dalle diverse umanità a partire dalla coppia Hippy(lei è Chaterine Keener), al vecchio solitario(Hal Holbrook), da loro riceverà affetto e complicità e a sua volta lui darà serenità e gioia di vivere.
Dopo mesi di pellegrinaggio Chris giunge in Alaska, vi giunge già nel periodo invernale, con il paesaggio ricoperto di neve, si inoltrerà nel vasto paesaggio fino a trovare rifugio in un vecchio bus abbandonato.
Questo diventerà il suo rifugio, dove trascorrerà le sue giornate cercando di procurarsi il cibo(cacciando e sfruttando le poche provviste alimentari che ha con se) e nutrendo il suo spirito con il contatto con la natura e la lettura dei libri.
Le immagini di Chris solo, ma sereno, fanno contrasto con le immagini dei genitori distrutti dalla sofferenza, dall'incertezza e a dai rimorsi.
La lotta per la soppravvivenza per Chris sarà sempre più dura con il passare del tempo, e quello che all'inizio era per lui un paradiso finirà per diventare una prigione. Le difficile condizioni climatiche e ambientali e lo scarseggiare delle provviste alimentari lo renderanno sempre più debole, fino a privarlo di qualsiasi forza costringendolo inerme nel rifugio ad attendere la sua fine.

Il fatto che questa storia sia isparato ad un episodio realmente accaduto rende il film + coinvolgente, Sean Penn affida completamente il film sulle spalle del giovane Emile Hirsch e lui non delude le aspettative.
Emile, nel suo vero primo ruolo impegnativo, regge bene la scena trasformandosi anche fisicamente nell'arco del film (giungendo alla fine praticamente pelle e ossa), ottimo è anche il cast di contorno, a partire dai genitori: un glaciale william Hurt, bene anche Marcia Gay Harden, per continuare con la convincente Catherine Keener.
Il film presentato alla festa del cinema di Roma, dove ha avuto una buona accoglienza, è stato ingiustamente ignorato dalle candidature agli Oscar, la regia di Penn è ottima e anche per il protagonista una nomination non sarebbe stata male.
La scelta fatta da Chris è coraggiosa, ma difficile da condividere in pieno, d'accordo sulla scelta di allontanarsi dalla società e dalle sue regole consumistiche, ok nell'apprezzare il contatto con la natura e ricercare la felicità nelle cose semplici rinuciando al superfluo, più difficile troncare i legami (familiari) pur se causa di sofferenze; Chris giunge alla conclusione che è meglio la solitudine che vivere intrappolato in legami ipocriti come quello dei suoi genitori, capaci di farsi solo del male fra di loro, causare sofferenza a che li cinconda, figli in primis, capaci solo di salvare le apparenze e coprirsi di cose materiali. il raggiungimento della serenità di Chris avrà caro prezzo, oltra la sua vita distruggerà anche quella dei suoi genitori, causando involontariamente la stessa sofferenza che loro avevano procurato a lui.
C'è una bellima frase che Chris scrive nei suoi ultimi giorni di vita sul Bus, che forse sintetizza la sua esperienza : NESSUNA FELICITA' E' VERA SE NON E' CONDIVISA.


VOTO: 7,5

venerdì 1 febbraio 2008

Noi che...

Noi che...

Noi che la penitenza era 'direfarebaciareletteratestamento'
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco DellaVittoria e Viale Dei Giardini'
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo
Noi che il Ciao si accendeva pedalando
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, epoi la bella, e poi la bella della bella
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria
Noi che giocavamo a Forza 4
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola)
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine perfinire l'album Panini
Noi che avevamo il nascondiglio segreto con il passaggio segreto
Noi che ci divertivamo anche facendo Stregacomandacolor
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte traGoldrake, Mazinga, Daitan3,Gundam, Astro-Robot e Daltanious
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu forte di Holly e Mark Lenders...'
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c´è un francese, un tedesco e un italiano
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia
Noi che si andava in cabina a telefonare
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo e più era rosso più eri figo
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta
Noi che a scuola ci andavamo da soli e tornavamo da soli
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio
Noi che se andavi in strada non era così pericoloso
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween
Noi che a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda
Noi
che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo
Noi che si suonava la pianola Bontempi
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost,la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!
Noi che la merenda era la girella e il Billy all'arancia
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel DriveIn con i paninari
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000lire e c'erano le Nike Legend e le Clark azzurre
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile
Noi che tiravamo le manine appiccicose dellepatatine sui capelli delle femmine
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione

Noi che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordano!
Noie che siamo stati queste cose e gli altri non sanno cosa si sono persi!!!

giovedì 31 gennaio 2008

nuove uscite: Caramel


Questo film è stata la sorpresa dell'ultima mostra di Venezia, un film semplice e delicato.
Che racconta la quotidianità di cinque donne nella Beirut di oggi.
Tre di loro lavorano in un centro estetico, un' altra è un'affezionata loro cliente che non si rassegna al passare del tempo continuando a cercare fortuna nel mondo dello spettacolo, infine c'è una sarta che ha sacrificato la sua vita tra il lavoro e l'accudire la sorella con problemi mentali.

Tutte hanno problemi sentimentali, c'è l'amante di un uomo sposato che aspetta inutilmante che lui scelga definitavemente lei, cè la ragazza moderna che deve fare i conti con il matrimonio islamico e le tradizioni religiose, c'è la ragazza che cerca di nascondere la sua attrazione per le donne, c'è la nostra sarta che è indecisa se cedere alle lusinghe dell'amore o continuare a dedicare la sua vita alla cura della sorella.

Quello che non manca alle nostre protagoniste è la solidarietà femminile, tutte sono pronte a soccorrere e sostenersi a turno nei momenti di difficoltà, il loro rifugio è il centro estetico, dove oltre a curare la loro femminilità(il caramel del titolo è il caramello che viene usato per la depilazione) curano la loro anima e le loro ferite.

Il film ci mostra uno spaccato del mondo femminile in terra islamica, in una Beirut che è stata sempre considerata un punto d'incontro tra il mondo occidentale e il mondo islamico, dove l'integralismo non è così radicato, dove le donne non hanno paura a mostrare la loro femminilità, ma nello stesso tempo rispettano le tradizioni e la religione.
Una terra martoriata dai conflitti, ma dove le donne non hanno perso la volglia di vivere e di amare.
Un film che ci mostra che ci puo' essere un mondo islamico diverso dall'integralismo rigido delle donne in burka afgane o iraniane, che esistono varie sfaccettare anche fra le donne di questi paesi e che alla fine non sono poi tanto diverse dalle donne occidentali. Anche loro come le nostre donne ridono, piangono, soffrono per amore, curano il loro aspetto, sognano una famiglia felice, hanno paura di invecchiare ecc..

Piccolo, ma allo stesso tempo grande film al femminile, capace di emozionare con piccole cose, con un bel cast ben amalgamato.

VOTO: 7

sabato 12 gennaio 2008

nuove uscite: l'amore al tempo del colera


Il film segna il debutto della nostra Giovanna Mezzogiorno in un film internazionale a grosso budjet.
Si parla dell'amore di Fermina(G. Mezzogiorno) e Florentino(Javier Bardem) che si coronerà dopo una lunga attesa.
Il giovane Florentino sin dal primo incontro, fatto di un semplice e fugace sguardo, si innamora di Fermina, per lui è chiaro che è lei l'unica donna della sua vita. Florentino decide di presentarsi a lei tramite una lettera, sfruttando la sua abilità nela scrittura e nella poesia per fare breccia nel suo cuore.
Per la giovane Fermina, inesperta in amore, le belle lettere e l'amore sincero di Florentino la conviceranno che sia l'uomo giusto, ed accetterà la sua proposta di matrimonio.
Ad ostacolare il loro amore sarà il padre di lei (un convincente John Lenguizamo), un commerciante di muli appena affaciatosi nella società che conta e che che sogna x la figlia un matrimonio di prestigio, con un uomo facoltoso, non certo un semplice telegrafista come Florentino.
Per evitare il matrimonio, il padre, minaccierà Florentino e si trasferirà in uno sperduto paesino trai monti con la figlia.
Florentina non si darà x vinto e decide di aspettare Fermina qualunque sia lunga l'attesa.
Fermina ritornerà a Cartagena dopo qualche anno, cambiata, matura e più donna, rivendendo Florentino si convincerà che quello che provavo una volta adesso non esiste più e non esiterà a dirglielo in faccia.
Florentino, seppur con il cuore spezzato, non rinuncierà ad amarla e continua a sperara che un giorno il loro amore trionferà.
Nel frattempo Fermina incontrerà un dottore(Benjamin Bratt) se ne innamorerà e deciderà di sposarlo, il loro sara' un matrimonio lungo, con diversi figli, fatti di alti e bassi, Fermina sarà amata, ma dovra' ingoiare diversi bocconi amari (tradimenti,una suocera invadente ecc.).
Florentino seguirà sempre da vicino le vicessitudine di Fermina, continuando ad Amarla in disparte, le sarà sempre fedele con il cuore, ma si concidera' parecchie storielle, dimostrando grandi doti di amatore, il suo ossesionato bisogno d'amore lo porterà a collezionare centinaia di incontri, spesso con sconosciute, incontri fatti di fugaci rapporti sessuali.
Quando, già ad età molto avanzata, il marito di Fermina morirà, Florentino non perderà tempo e si presenterà immediatamente alla sua porta per dichiargli il suo amore.
All'inizio Fermina lo caccierà in malo modo, ma difronte alla sua costanza e alla sua sincerità, piano piano inizierà a cedere.
Indubbiamente il romanzo di Garcia Marquez non era facile da adattare al grande schermo, per far cio' è stato ingaggiato lo scenaggiatore premio oscar per il Pianista ed alla regia cè un regista esperto come Mike Newell (Donnie Brasco, Quattro matrimoni e un funerale), il risultato è un prodotto con luci ed ombre, una prima parte più scorrevole ed una seconda meno fluida ed incerta.
L'impegno dei protagonisti si vede, fra i due ho preferito Javier Bardem, nell'inedito ruolo del pacato e dimesso Florentino, mentre la Mezzogiorno (forse non ancora a suo agio in queste grosse produzioni) non sempre riesce a comunicare l'intensità e il calore latino di Fermina.


VOTO: 6--

domenica 6 gennaio 2008

video della settimana: Maroon Five...won't go home without you

Terzo singolo tratto dall'utlimo album dei Maroon five, questa "won't go home without you" è indubbiamente la piu' romantica.
Chi non ha mai pensato dentro di se "non voglio andare a casa senza te" dopo aver conosciuto una persona speciale; a cantarlo a squarcia gola, in questo caso, è uno dei cantanti piu' sexy in circolazione(Adam levine).
Nel video vediamo Levine intento a cantare con il suo gruppo, ad un certo punto lascia il gruppo e si incammina deciso, ma chi starà cercando con tanta foga?.. forse proprio la persona senza la quale non vorrebbe tornare a casa. La trovera', ma purtroppo non ci sara' il lieto fine (come spesso succede nella realtà).



sabato 5 gennaio 2008

amici: mariaLuigia versus Roberta




AHAHAHAH che ridere!!!!....grandissima Marialuigia, ti voglio sposare.

martedì 1 gennaio 2008

AMICI STORY

Oggi, complice i postumi dei bagordi di capodanno, non avevo forza di fare nulla. L'unica cosa che sono riuscito a fare è un po' di zapping, e nel mio girovagare sono capitato in un programma satellitare che si chiama AMICI STORY, oggi hanno riproposto l'uscita di Manuel, puntata storica di AMICI 6, e rivedendola un pochino mi sono commosso.
Manuel era un ragazzo molto sensibile, nel suo cavallo di battaglia (Over Joy) riusciva ad emozionare, tutti i ragazzi sembrano sinceramente dispiaciuti per la sua uscita e persino Maria (questa scena entrera' nella storia della tv :-| ) si commuove nel finale.
Bella canzone, bella atmosfera, molto sdolcinata per concludere questo periodo di feste natalizie.

capodanno...ritorno al passato

Capodanno tranquillo, ma sereno, di solito in queste serate mi faccio prendere dalla malinconia, comincio a fare bilanci dell'anno passato e della mia vita in generale, e puntualmente vedo tutti i lati negativi: una vita affettiva carente, un lavoro poco stimolante, una vita familiare con alti e bassi, la mia scarsa capacità di stringere rapporti veri e duraturi con le persone che mi circondano, la mia freddezza che allontana le persone da me.
Almeno quest'anno questo non è successo, ero partito con l'idea di fare una serata normale, senza dover strafare o spaccare il mondo solo perchè è capodanno, il programma prevedeva di incontrami con M e il suo amico S. per trascorrere la serata al Pensiero Stupendo di Senigallia, posto nuovo x me e dal quale non avevo grosse aspettative, me ne avevano parlato come un locale piccolo, frequentato sempre dalla solita gente, ma con musica casareccia e allegra dove passare una serata spensierata in allegria.
Per affrontare la serata prima di uscire mi sono bevuto un Burn, che per un non-bevitore di caffè come me, ha l'effetto di una intera moka di caffe'(infatti alle 5 di mattina ero ancora pimpante con un ragazzino), il viaggio in auto è stato lungo anche perchè a Pesaro abbiamo abbandonato l'autostrada per incontrarsi con Michele, un vecchio amico di M., abbiamo traslocato nella sua auto e abbiamo fatto tutto il lungo mare fino a Senigallia.
Arrivati davanti a locale ci siamo incontrati con 4 ragazzi di Macerata, che puntlamente M. e Michele rivedono tutti gli anni qui al Pensiero Stupendo, e tutti assieme siamo entrati giusto in tempo per fare il brindisi di mezzanotte, il locale era come me lo avevano raccontato, piccolo e con pensonaggi variopinti( una serie di Drag molto rustiche e casareccie con nomi come Nonna, petunia,ec.), cè stato un brindisi di gruppo e poi subito ci siamo buttati in una serie di danze con le tipiche canzoncine di capodanno(trenini vari, sambe e tutte quelle stupide canzoncine che il resto dell'anno non ti sogneresti mai di ballare, ma a capodanno, complice l'atsmosfera,pur di far bisboccia tutto va bene).
Il tempo è passato bene, ho ballato tutta la sera, mi saro' scolato due bottiglie di spumante, ero sull'allegro andante(fortunatamente l'alcool non ha avuto l'effetto sbornia maliconica come spesso succede in queste occasioni), uniche note negative: la cravatta(indumento che metto una volta all'anno) che intralciava le mie maldestre danze(ciondolava di continuo, rimbalzandomi adosso effetto frusta), ed M. che mi ha evitato tutta la sera dicendo che preferiva stare per conto suo.
Ho ballato, bevuto, chiaccherato, il tempo è volato, non ho pensato al sesso, anche se cè stato qualche scambio di sguardi (in particolare con un bel morettino tenebroso con il maglione verde), l'importante era divertirsi ed iniziare serenamente l'anno nuovo.
Quest'anno quindi niente bilanci della mia vita,e neanche nessun proposito per l'anno nuovo, la cosa migliore è vivere giorno x giorno, prendere quello che la vita ti da con lo spirito giusto, vivere siceramente i rapporti con gli altri (sia che sia amore, amicizia o semplici rapporti di lavoro), ecco il mio unico proposito è questo: VIVERE, senza nascondermi, senza evitare relazioni x paura di soffrire, voglio confrontarmi con gli altri nel bene e nel male.

In fondo questo capodanno è stato un ritorno al passato, ai veglioni di una decina di anni fà, quando ancora la voglia di divertirsi avevano la meglio sui cattivi prensieri, sulle preoccupazioni, quando il sabato sera era sacro: bisognava solo divertirsi, e i problemi venivano per attimo accontonati. Ecco...sì,così è andata.

Tornado a casa, quando eravamo rimasti noi soli, M. mi ha spiegato perchè mi aveva evitato tutta la sera, mi ha spiegato che ancora non riesce a stare accanto a me come semplice amico, a divertirsi insieme come se fosse nulla, lui ha voglia di stringermi e baciarmi, preferiva starmi lontano che soffrire e starmi vicino.

Peccato che io caro M., ti voglio bene, ma come un caro amico, e + passa e il tempo e + ne sono convinto, il mio è un affetto sincero, da caro amico (ma si ferma a questo),lunge da me il pensiero di farti soffrire, la tua presenza e la tua amicizia è una cosa cara e gradita, ma difronte alle tue parole mi sorge il dubbio che la mia presenza sia per te causa di sofferenza, sto meditando per il nostro bene che forse sia meglio effettuare un graduale distacco....