martedì 9 ottobre 2007

nuove uscite: Il buio dell'anima






L'altra faccia di new York, cosi' si potrebbe definire questo film. Perchè l'altro grande protagonista del film insieme alla solita straordinaria Jodie Foster e' proprio la Grande Mela. Ci viene mostrata il lato oscuro di questa citta', amata da grandi artisti, fonte di ispirazione x grandi scrittori e punto di riferimento x molte di generazione(e chi non vorrebbe visitareN.Y, di certo uno dei miei + grandi desideri), ed amata anche dalla protagonista del film, Erica Bain (J. Foster) nota voce radiofonica newyorkese a cui piace raccontare la sua citta', di cui si sente parte e nella quale si sente al sicuro.
Tutto questo cambirà dopo una brutale e immotivata aggresione dove alcuni balordi massacreranno Erica, riducendola in fine di vita, e il suo fidanzato, lui pero' portandolo alla morte. Dopo una degenza di tre settimana Erica torna alla sua vita, ma non sara' + quella di prima, dopo l'aggressione ha perso tutte le sue certezze, la sua sicurezza, non riconosce + la sua tanto amata citta', ogni sconosciuto le sembra una minaccia. Tutte queste paure la portano a procurarsi una pistola, dalla quale non si separerà più e durante il suo perigrinare x la metropoli diventera' la sua arma di vendetta x eliminare violenti e malfattori. Con il passare del tempo questa sete di giustizia per Erica diventera' una specie di missione ed anche un mezzo x scaricare la rabbia accumulata dentro di sè. L'unica persona con cui riesce a confidarsi, senza pero' dichiarsi, è proprio il detective che lavora al suo caso, il loro diventera' un rapporto stretto e intenso, di due persone sole, unite dal bisogna di giustizia e allo stesso tempo impotenti davanti all'allargarsi della violenza nella vita quotidiana. E proprio il detective (interpretanto da Terence Howard) alla fine si sacriferà per salvare Erica.
E' facile immedesimarsi in questo film, basta guardare un qualsiasi telegiornale x capire quanto è forte il problema della sicurezza nelle grandi città in particolare, e il grande merito di questo va al regista Neil Jordan(suoi i bellissimi La moglie del Soldato, breakfast on Pluto e il sottavalutato Intervista con il vampiro), uno nomination all'oscar sarebbe meritatissima, l'ansia e la sete di giustizia della protagonista arrivano forti allo spettatore non solo per la bravura della Foster, ma anche alla sua capacita' di caratterizzare i personaggi di contorno, molto forte anche la New York che ci descrive, di cui ci mostra il lato meno conosciuto, quello meno glamour, quello degli emarginati, una New York caotica e alla deriva, dove la violenza è dietro a l'angolo e i suoi cittadini tiravano avanti disillusi e rassegnati. Un altro colpo all'america di Bush, dove gli ideali vengono a mancare, il prolifrare della armi aumenta fra la gente comune, l'America degli ermaginati(colpisce la frase della giovane protituta vietnamita che ferita a terra sussurra "non doveva essere così l'america,...dove è l'america?"). Anche se qualche perplessita' lascia il fatto che la protagonista scelga la via della violenza x farsi giustizia, scelta provocatoria, ma comunque difficile da condividere.
Il film potrebbe essere protagonista agli oscar, oltre che per la regia di Neil Jordan, anche per la interpretazione dei protagonisti: la sempre brava Foster, che non ha paura di mostrarsi con qualche ruga in piu'(addirittura si intravede qualche scena di nudo) con un look molto new age, felpe, jeans e niente trucco, mentre la vera sorpresa è il quasi sconosciuto Terence Young(almeno per me) intenso e in grado di duettare alla pari con un mostro sacro come la Foster.

VOTO: 7,5

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